CAMERA DI FERMENTAZIONE 1/2

Stefano Cattaneo 2019-10-23

Il fai da te brassicolo: croce e delizia per migliaia di homebrewer, creazioni ingegneristiche che NASA levati, rischio di vita quotato meno di una smadonnata di Buffon. insomma, a parer mio, il bello di questo mondo. Spesso siamo costretti ad acquistare attrezzature, ma quando ci possiamo autocostruire il nostro materiale, realizzando così quella che è la nostra idea di impianto, tutto diventa davvero magico.

Inizio oggi a raccontarvi il mio primo esperimento di fai da te, ovvero la realizzazione della camera di fermentazione.

Insieme all’ammostamento, la fermentazione è un processo essenziale per la buona riuscita della nostra birra in termini qualitativi. Il processo di fermentazione alcolica, nella maggior parte dei casi, avviene con l’utilizzo di lieviti secchi attivi – LSA – (per noi: Saccharomyces cerevisiae) e trasforma, come ben sappiamo, gli zuccheri accumulati durante la cottura in etanolo ed anidride carbonica.

durante la fermentazione, la temperatura rappresenta un aspetto fondamentale per diverse ragioni:

  • Conduzione di alta o bassa fermentazione;
  • Corretto sviluppo di sottoprodotti (aromatici o meno) di fermentazione;
  • Regolare andamento della fermentazione e buona moltiplicazione del nostro LSA;
  • Migliore riproducibilità da cotta a cotta.

In questo articolo mi soffermerò solo sulle caratteristiche generali della camera di fermentazione e sulla teoria di funzionamento, nel prossimo articolo correlato invece, mi soffermerò maggiormente sui materiali utilizzati e sull’assemblaggio delle parti elettriche.

Possiamo considerare la camera di fermentazione (vedi foto dell’articolo), come un ambiente isolato che ci permetta di mantenere costante la temperatura (da noi scelta) durante tutta la durata della fermentazione.

Nella camera saranno presenti elementi scaldanti, refrigeranti ed infine un elemento di controllo e pilotaggio della temperatura.

La camera è stata realizzata con un vecchio freezer a pozzetto che, oltre ad essere il nostro sistema isolato, è anche la nostra fonte di freddo. L’elemento riscaldante è un cavo scaldante per terrari (80W), che collegato alla corrente elettrica (220V), fornisce al sistema calore.

Il monitoraggio della temperatura è affidato a due componenti:

  1. Una sonda per il rilevamento della temperatura nel fermentatore (tipo questa);
  2. Un termostato STC-1000 (il più usato tra gli homebrewer), ovvero l’anima del nostro progetto, poichè capace di rilevare la temperatura nel fermentatore ed azionare, in base all’esigenza, la fonte di calore o quella di refrigerazione. (link STC-1000)

Nel prossimo articolo vedremo nel dettaglio tutti i componenti e cercherò di spiegarvi, nel modo più semplice possibile, i collegamenti elettrici per il corretto funzionamento del termostato.

Al prossimo articolo

#cheers